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Ristorante Le Saint Martial, Angouleme

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Un balloon per questa brasserie in pieno centro. Il giudizio è falsato dalla scelta, commercialmente abbastanza condivisibile, di limitare il menù a pochi piatti (tre!?!). La mia idea è che tornandoci in giorni non festivalieri, quando la città si svuota (dalla domenica sera insomma), potrebbe regalare soddisfazioni.

Ottima la scelta di mettere il sosia di John Cleese come maître di sala, momenti amarcord da Un pesce di nome Wanda garantiti.

Fumetti francesi, piccoli inconvenienti

Scene di ordinaria vita festivaliera: pubblicare fumetti cartonati non è sempre una cosa positiva.

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Ristorante Chez Paul, Angouleme

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Abbiamo aspettato per tutto il viaggio un posto come Chez Paul, un ristorante che potesse arrivare a darci una cena da quattro balloon. Paul è stato il nostro uomo. Ostriche e prosciutto alla brace, hanno preceduto un dolce al limone p-e-r-f-e-t-t-o.

Per la prima volta anche il servizio è stato dalla nostra parte, forse è perché ci stiamo abituando alla Francia? Fatto sta che riusciamo ad ordinare tutto quello che vogliamo in francese perfetto decente. E a forza di girare per ristoranti comincio anche a somigliare ad uno dei loro antenati: obelix.

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Dove sta andando il fumetto?

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(quello a destra è Rrobe)

Concert de dessins, Angouleme 2012

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Per la seconda volta assisto al Concert de dessins, uno spettacolo nato da un’idea semplice, che regala emozioni sconosciute ai più. Si prendono una manciata di autori, una sceneggiatura semplice ma d’effetto, una formazione di musicisti jazz e li si catapulta su un palco.

Due tavoli per disegnare, sotto l’occhio di telecamere che proiettano su un maxi schermo le gestualità creatrici degli artisti.

Ogni vignetta viene disegnata a più mani, che contemporaneamente e con strumenti diversi compongo la storia passo passo, mentre la musica sottolinea il ritmo narrativo.
Uno spettacolo fantastico, quando lo riproponiamo in Italia?

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Titoli di testa (e di coda) realizzati sul momento.

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Mani che realizzano vignette, contate, nella seconda sono quattro.

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Momento di riassunto indispensabile per seguire la storia.

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Finito lo spettacolo rimango in sala, ci sono le premiazioni. Ma queste ve le faccio raccontare da Rrobe.

Ristorante giapponese Toyo, Angouleme

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Zero balloon per questo ristorante giapponese. Bastava fare una semplice domanda…

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Ristorante Barbecue Cafè, Angouleme

In una giornata fredda, degna della fama del festival, ci ritroviamo con Paolo e Roberto a cercare un posto dove mangiare una baguette, senza dover sgomitare. Così decidiamo di allontanarci un po’ dal centro e veniamo attratti da un locale che trasuda tradizione di un arancione accecante.

Chiediamo una baguette sandwich prosciutto e formaggio. Ci fanno accomodare fuori, perché dentro è tutto pieno. Mentre la temperatura si abbassa, noi aspettiamo.

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Veniamo a sapere, dopo mezz’ora che hanno finito il pane e che hanno mandato la ragazza dal fornaio.

Ma la lunga attesa viene premiata, la francesina torna con del pane caldo, croccante, appena sfornato. Il burro, il prosciutto e il formaggio completano l’opera.

Nella sua semplicità mi é sembrato il pasto più onesto del nostro viaggio fino ad ora. Merita quattro balloon.

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Cabana cafè, Angouleme

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Un balloon per questo ristorante a ridosso delle mura dell’hotel de la ville di Angouleme.

È un pub ma vorrebbe essere un ristorante. E questo è un male. Luci stroboscopiche e video imbarazzanti, ma dove siamo finiti?

Ottima compagnia durante la cena, con Bob Beerbohm, grande amico di Matteo, una vera icona nel mondo del collezionismo d’oltreoceano e non solo. Ha vissuto la San Francisco durante il movimento underground, quello vero. Grazie a lui abbiamo sfogliato sketch d’annata conditi da numerosi aneddoti lisergici.

Non parlo del cibo? Meglio così.

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(autoritratto, cioccolato su carta)