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Ecco alcune foto del primo incontro in terra vietnamita, quello con gli studenti del dipartimento di italiano dell’Università di Ha Noi. E’ stata una bella mattinata, ho raccontato che cosa è il fumetto secondo me, il mio approccio al lavoro e ho risposto Ho cercato di presentare al meglio il fumetto occidentale, forse (almeno in parte) ci sono riuscito, comunque grazie a tutti!
Riprendo il discorso sul graphic novel cominciato qui cercando di rispondere a qualche domanda che spesso mi viene posta. Ma i libri di Hugo Pratt con protagonista Corto Maltese sono Graphic Novel? Ma come fanno ad essere romanzi se sono usciti a puntate su una rivista? Ma se è un personaggio fisso che vive in più libri, come fanno ad essere romanzi? Perché i libri con le avventure di Corto Maltese sono romanzi a fumetti e non una serie a fumetti? Le storie, in Corto Maltese, hanno la priorità sul formato editoriale. Cosa inversa nelle serie a fumetti, dove il formato (il numero di pagine) detta agli autori i tempi di scansione delle storie. Altro?
Piccola intervista a David Rubìn e al sottoscritto in occasione dell’incontro sulla Novela Grafica (Graphic Novel o Romanzo a Fumetti o Roman Graphic che dir si voglia) all’istituto Cervantes di Roma.
Il 29 febbraio 2012, sarò ad un incontro dal tema La new wave del fumetto spagnolo dalle ore 19 presso l’Istituto Cervantes di Roma. Qual è il segreto del successo degli autori spagnoli di nuova generazione? Quali sono i graphic novel che più hanno riscosso l’attenzione del pubblico, nazionale e internazionale? E’ possibile parlare di una new wave del fumetto spagnolo? E nel frattempo, in Italia, cosa sta succedendo? 29 febbraio 2012 ore 19:00 Con me ci saranno: David Rubìn (1977) studia design grafico alla scuola di arte Antonio Faílde. Nel 2006 vince il primo Premio come miglior fumetto al festival de La Coruña e ottiene una nomination come miglior autore rivelazione al Salone internazionale del fumetto di Barcellona con la storia Dove nessuno può arrivare, pubblicata in Spagna e poi tradotta in Francia e in Italia (Tunué, 2007). Il suo graphic novel, La sala da tè dell’orso malese (Tunué, 2009) ha vinto il premio “Autore rivelazione” al Salone del Fumetto di Barcellona e i Premi della Critica 2007 nella categoria “Miglior opera dell’anno”. Membro fondatore e disegnatore attivo del collettivo di autori di fumetto Polaqia, Rubín concilia il suo lavoro come autore di fumetto e illustratore con quello di regista di cinema di animazione per la casa di produzione Dygra Films. L’ultima uscita per Tunué: il primo volume di L’Eroe (2011). Attualmente l’autore è impegnato a completare quest’opera con il secondo (atteso) volume. Francesco Fasiolo (Roma, 1977) Laureato in Scienze della comunicazione, è giornalista di La Repubblica. Ha lavorato a Repubblica Tv, Radio Capital, Filmaker’s Magazine e Radio Città Futura. Si occupa di sport, fumetti e mass media. E’ di prossima uscita per Tunué il suo saggio Italia da fumetto. Graphic journalism e narrativa disegnata nel racconto della realtà italiana di ieri e di oggi.
Il tema e’ stato affrontato nelle sedi piu’ disparate e con approfondimenti autorevoli e dettagliati, tanto che questo post potrebbe risultare inutile, anche se a mio avviso sposta la riflessione su un altro aspetto della questione. Chiacchiere da fiera confermano che c’e’ tanta confusione sul termine Graphic Novel, a partire dal comprenderne la traduzione e il suo utilizzo al maschile o al femminile. (La traduzione è quella di romanzo a fumetti, o romanzo grafico, quindi in entrambi i casi si tratta di un maschile, continuero’ quindi a dire Il Graphic Novel, almeno fino a quando non arrivera’ la nota ufficiale dell’Accademia della Crusca a sostenere il contrario). La discussione sul termine si ferma spesso sul considerare il Romanzo a Fumetti come un genere chiuso a determinate tematiche “adulte” come l’autobiografia, la denuncia sociale o l’analisi della storia recente. Dai contenuti si passa allo stile grafico o al tipo di carta utilizzato per le copertine e da li’ a dire che sono fumetti come tutti gli altri il passo e’ breve. Il Romanzo a fumetti e’ qualcosa che non c’era nel mercato dei fumetti, sia dal punto di vista commerciale, ma soprattutto dal punto di vista creativo. Accantoniamo il dibattito sui contenuti e sulla collocazione fisica dei libri sugli scaffali, e fermiamoci a considerare la forma come caratteristica principale del Graphic Novel. Chi realizza fumetti, siano essi sceneggiatori, disegnatori o autori unici si misura sempre con dei limiti creativi imposti dai formati editoriali. Partendo dalle strip e dalle pagine autoconclusive, passando per i racconti brevi da 4, 6 o 8 pagine, fino agli albi a fumetto. Per esigenze di stampa, il formato, nel mercato occidentale contemporaneo, e’ dominato dai multipli di 8, basti pensare agli albi americani da 16 o 32 pagine, quelli francesi da 48 o da 56 e quelli bonelliani da 96. Gli autori nel momento in cui pensano a una storia da pubblicare, hanno l’obbligo di strutturarla in una gabbia rigida data dal formato editoriale che fissa, non solo il numero delle pagine in cui sviluppare la storia, ma anche il numero delle vignette per pagina (a seconda del mercato di riferimento). Il formato editoriale diventa vincolo creativo. Il primo pensiero di sceneggiatori e autori unici e’ sempre lo spazio a disposizione per raccontare. Al momento della creazione molti passaggi della storia vengono ridotti, altri diluiti nella narrazione, tutto si piega al limite del formato, e al suo interno, quando chi scrive e’ davvero bravo, si riesce a trovare una forza e una bellezza quasi insperate. Avere a disposizione uno spazio ben delineato permette di concentrarsi sull’oggetto del proprio scrivere, di essere piu’ coraggiosi quando, per esempio, bisogna tagliare qualche passaggio facendo cambiare carattere a un’intera sequenza narrativa. L’autore che lavora per un formato gia’ esistente ha davanti un numero dato di fogli numerati e virtualmente gia’ squadrati nei quali creare un mondo, aprire, sviluppare e chiudere una storia seguendo canoni narrativi conosciuti e condivisi da lui e soprattutto dai suoi lettori. L’idea di chi realizza un Graphic Novel invece e’ leggermente diversa. L’autore e’ seduto davanti a una pila di fogli bianchi, senza indicazioni sul numero massimo di tavole che puo’ utilizzare, ne’ una gabbia fissa di vignette nella quale muoversi. Il momento creativo in questo caso e’ esattamente come quello di uno scrittore di romanzi di narrativa al quale non viene imposto un numero di pagine dall’editore o un numero definito di capitoli ne’, tantomeno, un tema da trattare. E’ l’autore stesso che utilizza la sua sensibilita’ e la sua esperienza per porre i suoi paletti, da solo vincola i suoi spazi. Muoversi senza regole e’ molto difficile, perche’ se non hai paletti puoi uscire fuori dal seminato, ma, se hai i mezzi, potresti anche fare delle grandi cose, sconfinare e scoprire nuovi territori.
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