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pubblicato da gud il 28 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, viaggi a fumetti

Un balloon per questo ristorante a ridosso delle mura dell’hotel de la ville di Angouleme.
È un pub ma vorrebbe essere un ristorante. E questo è un male. Luci stroboscopiche e video imbarazzanti, ma dove siamo finiti?
Ottima compagnia durante la cena, con Bob Beerbohm, grande amico di Matteo, una vera icona nel mondo del collezionismo d’oltreoceano e non solo. Ha vissuto la San Francisco durante il movimento underground, quello vero. Grazie a lui abbiamo sfogliato sketch d’annata conditi da numerosi aneddoti lisergici.
Non parlo del cibo? Meglio così.

(autoritratto, cioccolato su carta)
pubblicato da gud il 28 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, viaggi a fumetti
Non tutte le cantine di Cognac sono nel centro della città come quella del barone Otard, anzi. Gli uffici e le sedi di rappresentanza sono lungo la charente (il fiume che dà il nome alla regione) ma le distillerie sono fuori, nella campagna, per evitare che eventuali esplosioni dovute ai delicati processi di distillazione possano coinvolgere il centro abitato.
Proprio in una di queste bombe aziende ad orologeria abbiamo fatto il nostro giro pomeridiano. La casa vinicola ad agricoltura biologica Breuil de Segonzac dove una signora spagnola, trapiantata nel cognac ci ha spiegato come lei, suo marito e altre cinque persone spremono 53 ettari di vite cresciuta sul pregiatissimo terreno calcareo della zone di gran champagne per farne vino e cognac di ottima qualità.
A dire il vero i procedimenti e le spiegazioni non differiscono molto da quelle di una grande azienda, se non fosse per la scala estremamente ridotta e per l’assenza del Paradiso. Quello che differisce è il piglio deciso della signora, che ci racconta, in due ore piene di parole, molte cose. 
Interessante la sua personale storia del cognac, credibile, ma qualcosina andrebbe verificata.
Tutto parte da Montpellier.
E dalla cocciniglia di Montpellier.
E dall’università di Montpellier specializzata in medicina.
E dagli arabi che utilizzano la distillazione per ottenere dei medicinali per lo stomaco.
Vista la vicinanza al confine con la Spagna (araba) Montpellier comincia ad adottare la distillazione per ottenere dei medicinali, sono medici non si vergognano ad apprendere da chi ne sa di più, non sono mica fumettari.
Poi entrano in gioco gli olandesi interessati alla cocciniglia (un insetto) da utilizzare come colorante per i tessuti.
È risaputo che Montpellier, oltre ad essere luogo di medici e studiosi è anche luogo ricco di cocciniglia.
Gli olandesi vanno a Montpellier per la cocciniglia e per strada si accorgono della buona qualità dei vini nei dintorni di cognac.
Essendo molto scaltri, e dei grandi bevitori, gli olandesi cominciano a esportare il vino della Francia e per evitare che si rovini durante il viaggio, lo distillano utilizzando gli strumenti dei poveri medici di Montpellier.
Il procedimento è semplice: lo distillano, lo mettono in botti per portarselo a casa e una volta lì lo allungano con l’acqua.
Il ragionamento non fa una piega, ma al momento di aprire le casse si accorgono che c’è qualcosa di strano.
Assaggiano il distillato, che nel frattempo aveva preso gli aromi e gli odori dal legno delle botti, e si accorgono che il liquore non è niente male.
Ecco come nasce il cognac.
Dalla cupidigia di quegli ubriaconi di mercanti olandesi, dalla distillazione degli arabi e dalla generosità delle botti. Il tutto tra il XV e XVII secolo.
Almeno secondo la signora.

pubblicato da gud il 27 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, viaggi a fumetti

Il ristorante, proprio al centro di Cognac, ci ospita per il pranzo proprio dietro la cantina Otard e meriterebbe quattro balloon. I piatti sono ottimi e finalmente si capisce cosa c’è dentro. Poche salsette inutili che di solito coprono i sapori e un buon vino bianco della zona ad accompagnare il tutto.
Ma allora perché non dargli quattro o cinque balloon? Perché Claude fa il finto simpatico e ci tratta come i fratellini brutti e sporchi dei Dalton mentre lui si sente Lucky Luke.
La cosa più interessante del locale è il nostro vicino di tavolo (qui sotto una polaroid estemporanea).

pubblicato da gud il 27 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, iPad, viaggi a fumetti
La giornata da turisti nella regione del Cognac è stata molto troppo istruttiva.
La mia ignoranza sulla bevanda era abissale, ne ignoravo i processi produttivi, il gusto straordinario, le molte varietà e soprattutto l’alone di romantica poesia che circonda il cognac e l’omonima città: la città dei muri neri.
Nella realtà i muri sarebbero di un bianco accecante se non fossero nascosti dietro uno strato di funghi champignons che nascono e proliferano grazie alle esalazioni provenienti dalle varie fasi della lavorazione del cognac.
La prima visita lezione della giornata la seguiamo alla cantina del Baron Otard dove imparo tre cose:

1.
Il maître de chais lo devi lasciare fare.
È il mago del cognac, decide lui le querce da tagliare per fare le botti, la zona dove prendere la vite distillata, il terreno da mettere sul pavimento della cantina per assorbire l’umidità, chi prenderà il suo posto alla sua morte, quanto cognac nuovo mettere nelle botti vecchie, quante botti nuove portare in giro per il fiume, quante mogli ubriacare e quali miscugli e intrugli fare per raggiungere il gusto giusto.
Il gusto giusto non lo decide lui, ma si attiene alle linee guida dategli dal suo predecessore, che seguiva quelle del suo predecessore, che seguiva quelle del suo predecessore. Una sorta di linea di successione simile a quella dell’uomo mascherato che va indietro nel tempo fino al fondatore della casa.

2.
Le botti sono in legno di quercia.
I tarli amano il legno di quercia.
Il legno delle botti non può essere mangiato dai tarli (pena la perdita del gusto del cognac).
Che si fa? DDT? Usiamo le botti d’acciaio?
No. Muniamo ogni singola botte di una listarella di legno di acero. Ai tarli piace la quercia, ma vuoi mettere l’acero? Così si mangiano la listarella e non rompono gli equilibri delle botti.
In più, in tutta la cantina, dove regna l’umidità ci mettiamo una colonia di ragni, ghiottissimi di cognac e di tarli. Il risultato è fantastico, niente tarli e milioni di ragnatele ovunque, anche sulle nostre scarpe mentre la guida ci racconta una montagna di aneddoti.
Sono ragnatele asimmetriche, perché si sa, i ragni del cognac sono un po’ brilli.
Fatela voi una ragnatela geometrica dopo che avete mangiato una famiglia di tarli nata e cresciuta tra i vapori di cognac.
3.
Il cognac ha quattro sapori.
Fiori, noce di cocco, vaniglia e foglie secche.
A seconda della qualità e della zona dalla quale proviene l’uva, avrà una predominante di uno o dell’altro.
Va bevuto gustato a temperatura ambiente e sorseggiato lentamente (segue vignetta esplicativa).

E questo è quello che ho capito della visita della mattina. Chiaro no?
pubblicato da gud il 26 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, viaggi a fumetti

Merita solo due balloon il ristorante della cena di stasera. Il locale prometteva bene, aspetto colorato e arredamento naïf. Il wifi incluso é il valore aggiunto, ma cosa ci fa una tovaglietta in stile McDonald in un posto cosí? (che poi in realtà è propedeutica al disegno post cena)


Rrobe vorrebbe dargli 4 balloon, Andrea lo vorrebbe seguire, ma, mi dispiace per loro, il filetto di struzzo sembrava un mattoncino di strutto!
Ultimo appunto, cosa che mi ha fatto puntare ai due balloon, il prezzemolo, ovunque. Non sta bene.


pubblicato da gud il 26 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, viaggi a fumetti
Come ogni viaggio che si rispetti, anche un viaggio a fumetti deve avere una parte riservata ai ristoranti della regione. Non avendo forchette, stelline o gamberi a disposizione userò i balloon per dare il mio personalissimo giudizio da bongustaio della domenica.
L’Essille a Bassac è il ristorante del nostro albergo, una vecchia maison in campagna adibita a vero e proprio tempio del Cognac. I muri sono tutte librerie in cartongesso che, invece che contenere libri (o fumetti) mettono in mostro centinaia diverse bottiglie della bevanda locale.
Una nota stonata nell’ambiente molto accogliente è un inguardabile soffitto, che vorrebbe riprodurre un cielo stellato ma finisce per essere una lastra di plastica blu lucida e uccide ogni velleità di atmosfera romantica.
Il cibo è presentato in maniera impeccabile e ci ha lasciato a bocca aperta sin dalle tartine di benvenuto accompagnate da un aperitivo/cocktail a base di cognac: buonissimo.
Ecco il menù della cena del 25 gennaio 2012:

Tutto molto buono ma un po’ pesante, in particolare la barretta di maiale presentata come secondo, un vero e proprio snack ipercalorico che ha contribuito alla difficoltà di prender sonno e all’arsura notturna.
Voto totale: tre balloon

pubblicato da gud il 26 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, viaggi a fumetti
Davanti al camino (spento), con un bicchiere di cognac e qualche taccuino da sinistra a destra me medesimo, Rrobe, Ottokin, Matteo Stefanelli e Andrea.

Si parla bla bla bla ed esce fuori una domanda interessante: quali sono i tre titoli che si dovrebbero avere in libreria? Ognuno di noi ne ha detti tre, indovina chi ha detto cosa.
In ordine sparso per non ledere la sensibilità di nessuno ecco cosa è venuto fuori:
Littlenemo
Devilmen
Zanardi
Il cavaliere oscuro
Calvin e hobbes
Verso la tempesta
Il fotografo
Jimmy Corrigan
The peanuts
Lo scontro quotidiano
Quadratino
Paul ha un lavoro estivo
L’autoroute du soleil
Domani sera parliamo dei tre fumetti da togliere perché fanno male alle librerie…
pubblicato da gud il 25 gennaio 2012 in 5 blogger ad Angouleme, iPad, viaggi a fumetti
Arrivati ad Angouleme dopo un viaggio lungo e un po’ sopra le righe. Mi aspettavo un freddo polare, invece per il momento il clima è fantastico, sia quello atmosferico che quello tra noi cinque blogger.
All’arrivo in stazione siamo stati accolti da un: “Benvenuti nella regione del Cognac!” e io che ho sempre pensato ad Angouleme come alla terra del fumetto…

Durante il viaggio si è parlato di: kindle (che fa una cosa sola), amazon, le cazzate di Apple, fumetto digitale, quanto è brutto il logo della DC, il wi fi (assente durante tutto ilmviaggio), la possibilità di dotare la luna di un ripetitore per il wifi gratuito in tutto il mondo, l’ordine dei giornalisti, quello degli architetti, fumetto francese, il museo del fumetto, nuove generazioni e tecnologia, cognac, il colore del cognac, disegnare il cognac sull’iPad, andare a eurodisney in giornata da Angouleme, vedere l’oceano e, per concludere, riproporre in mille versioni questo format dei cinque blogger a… In particolare ottokin (ritratto nella vignetta qui sotto) ha azzardato il sequel: cinque blogger a Rio.

Stasera si cena in albergo, leggermente fuori mano ma bellissimo, e si discute del programma dei prossimi giorni.
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